Iuaria: Il vino della redenzione

Tra i Monti della Laga, al confine tra Marche ed Abruzzo, i monti Sibillini si congiungono alla catena appenninica del Gran Sasso. E’ qui che si nasce , trasportato da transumanze secolari uno dei vitigni che dà origine ad uno dei vini più antichi che memoria d’uomo ricordi : lo Iuaria.

487

Dal vitigno  Gaglioppo, censito in questo luogo già nel 1011 , nasce in un territorio impervio (trai 700 ed i 900 metri di altitudine) un’uva che dà vita, grazie all’opera encomiabile di contadini custodi, un vino eccelso che conserva tutto il DNA del territorio. Lo Iuaria fissa nel suo aroma un sapore che raccoglie gli umori di una terra forte e per alcuni aspetti ancora selvaggia, dettandoli uno ad uno al palato e finendo in note di ciliegia selvatica che lo rendono ancor più nobile e particolare.  Il rosso rubino sfuma nel calice, aprendo di minuto in minuto il forziere di una storia forte e selvaggia , come il bosco che lo custodisce. Già citato da Platone nelle sue cronache, nel 1011 alcuni Feudatari del luogo donarono alla Chiesa degli appezzamenti di terreno per costruirvi un monastero in S.Giovanni Scorzone, loc. Villa Colle di Torricella Sicura (Teramo) contorniato da viti di Gaglioppo con licenza di produrre un vino “pro redentione et salvatione animarum nostra”. La licenza papale di produrre lo IUARIA  si esaurì nel 1530 in un contesto piuttosto drammatico , allorchè nel convento delle suore per cui veniva prodotto si verificarono ‘atti peccaminosi’. Così il convento fu distrutto e le viti lasciate al loro destino. Nei secoli successivi la produzione (minima, come lo è attualmente) rimase affidata alle famiglie del luogo.

vigna potatura veduta gran sasso

Isidoro Cornacchia, scalpellino del luogo e trisavolo del giovane custode di questa terra  e dei suoi frutti meravigliosi, che oggi è Mauro Scarpone, nel 1800 lo portava con sè, insieme ad altre mercanzie, nei mercati e nelle fiere di paese; e da qui il Villa Colle (dal nome della località in cui si produce), attraverso la strada che congiunge la provincia di Teramo ad Ascoli Piceno e le maggiori località a ridosso della via Salaria, il nobile vino si muoveva, trasportato in barili di legno a ridosso di muli. Mi sono ‘imbattuto’ in questo vino attraverso la ricerca che negli ultimi anni mi ha portato sulle tracce dei prodotti citati da Gioachino Rossini nei suoi brogliacci di menu autografi  e che ho utilizzato come elemento di partenza per la ricerca filologica che ha dato vita ai due volumi da me pubblicati sulla cucina rossiniana: Rossini: Il Sapore della Musica e Rossini: L’Armonia Dei Sensi. Il Villa Colle, intendendo compresi  nella denominazione l’insieme dei vini autoctoni prodotti dall’omonima cantina, è declinato in varie tipologie che si differenziano tra loro per il sito di produzione delimitato dalle viti di Gaglioppo situate intorno ai ruderi del succitato monastero  e destinate alla produzione dello IUARIA e man mano che ci si allontana verso il sottobosco, la produzione si arricchisce del Tarquinio, un barricato in botti di castagno rigorosamente del luogo e della linea Supremo, in versione Rosso, Bianco e Rosato. Sono tutti vini caratterizzati dall’unicità dei vitigni storici propri del territorio e dalla tipologia della coltura ‘a capanno’ e caratterizzata da un intervento minimale della mano dell’uomo, salvo che nel fisiologico accudimento della pianta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...